Lascia che Dio ti ami!

Avete mai sentito che il fuoco iniziale per Dio si è affievolito tra le pieghe della vita quotidiana? Non siete soli. Oggi Ryan Aitken, dal Sudafrica, vi invita a un viaggio di riscoperta: tornare al primo amore, cercare il Dio dei miracoli più dei miracoli stessi. È tempo di rimettere Gesù al centro e sperimentare la gioia travolgente della Sua presenza eterna che trasforma ogni cosa!

 

La riscoperta dell’intimità: innamorarsi ogni giorno

Spesso, nel nostro cammino di fede, corriamo il rischio di diventare “professionisti” del cristianesimo. Passiamo da un servizio all’altro, da un impegno all’altro, vedendo magari anche grandi cose accadere, ma sentendo un vuoto crescente nel cuore. Mi sono reso conto che il successo può diventare una sorta di dipendenza: quando vedi persone guarite o i tuoi affari crescere, sei stimolato ad andare avanti, ma se distogli lo sguardo dal Liberatore per concentrarti solo sulla liberazione, rischi di perdere la chiave del Regno. Il Signore oggi vi rivolge lo stesso richiamo che leggiamo nel libro dell’Apocalisse: “Hai dimenticato il tuo primo amore” (Apocalisse 2:4).

Voglio incoraggiarvi a ricordare quei giorni gloriosi in cui leggevate la Parola e sentivate il cuore prendere fuoco, piangendo per la gratitudine e la meraviglia. Non importa da quanto tempo cammino con Gesú; il mio desiderio è svegliarmi ogni mattina e innamorarmi di Gesù più di ieri. Vi racconto un segreto: la vera grandezza nel Cielo non è misurata dai miracoli che compiamo, ma dall’intimità che abbiamo con il Padre. Una volta ho sognato Heidi Baker, una grande missionaria; nel sogno, cercavo di impressionarla con le mie migliori testimonianze di guarigione, ma lei sbadigliava. Solo quando ho iniziato a raccontare di quanto Dio mi amasse e di come io fossi l’oggetto del Suo amore, lei ha iniziato a piangere e la gloria di Dio ha riempito tutto. Come dice il Salmo 42:2-3: “Come la cerva desidera i corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio. L’anima mia è assetata di Dio, del Dio vivente“. Non lasciate che la familiarità spenga la fiamma; chiedete oggi stesso a Gesù di riaccendere quel fuoco pazzesco nel vostro cuore, perché solo Lui può soddisfarvi pienamente.

La presenza di Dio è la nostra vera ricompensa

Viviamo in un mondo che cerca costantemente risultati tangibili, e anche nella Chiesa possiamo cadere nell’errore di mettere la nostra fede esclusivamente nel miracolo piuttosto che nel Dio dei miracoli. Certamente, i miracoli fanno parte della natura di Dio e io stesso sono grato per ogni guarigione e intervento divino che ho visto. Ma leggetemi bene: tutto ciò che è materiale passerà, mentre la Sua presenza è eterna. Dio disse ad Abramo: “Io sono la tua più grande ricompensa” (Genesi 15:1). Non la folla, non la fama, ma Lui stesso, il Suo sorriso e quel fluire d’amore che va da Lui a noi e viceversa.

Per un periodo di trenta giorni, il Signore mi ha chiesto di fermarmi completamente. Non pregavo per nessuno, non predicavo; ero semplicemente l’oggetto del Suo amore. In quel riposo, ho sentito ondate d’amore travolgermi e la Sua voce sussurrare quanto fossi amato, senza aver fatto nulla per meritarlo. Questa è la ricompensa che desidero per voi stasera: che possiate comprendere l’altezza, la profondità, la larghezza e la lunghezza dell’amore di Cristo. Mosè sulla montagna cercava il Suo volto, non solo la Sua mano. Esodo 33:15 dice: “Se la tua presenza non viene con me, non farci partire di qui“. Quando abbiamo la Sua presenza, abbiamo tutto. Essa porta miracoli su miracoli in modo naturale, perché è l’ambiente del Cielo che invade la terra. Non cercate solo la benedizione; cercate Colui che benedice. Immaginate di vivere ogni istante consapevoli che il Leone di Giuda ruggisce accanto a voi, rilasciando una vittoria che va oltre ogni vostra comprensione. La Sua presenza è il luogo dove la vergogna viene cancellata e dove diventiamo finalmente cittadini del Cielo, respirando l’amore come aria vitale.

Manifestare il Regno: giustizia, pace e gioia

Gesù non è venuto solo per portarci in Cielo, ma per portare il Cielo dentro di noi affinché potessimo manifestarlo qui sulla terra. Egli ha insegnato ai Suoi discepoli a pregare: “Venga il Tuo regno, sia fatta la Tua volontà come in Cielo così in terra” (Matteo 6:10). Ma cos’è concretamente questo Regno? La Scrittura lo definisce così: “Il regno di Dio infatti non è questione di cibo o di bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo” (Romani 14:17). Non riguarda le tradizioni umane o le regole esteriori, ma la realtà vibrante della Sua vita in noi. Quando il Suo Regno viene, l’ordine viene ripristinato: le malattie svaniscono, i matrimoni si risanano e i cuori oppressi trovano libertà.

Voi siete cittadini di questo Regno e siete stati mandati per dimostrarlo. Gesù ha commissionato ciascuno di voi a guarire i malati e liberare gli oppressi, non per forza propria, ma perché il Re vive in voi. In Thailandia, dove il cristianesimo è una piccola minoranza, stiamo vedendo migliaia di persone farsi battezzare perché il tempo di Dio è arrivato. Credo con tutto il cuore che lo stesso stia accadendo in Italia; c’è un suono di risveglio che sta emergendo. Non trascurate il giorno delle piccole cose, ma rimanete infuocati per il Re. Ricordate le parole di Gesù nel Grande Mandato: “Ogni potere mi è stato dato in Cielo e sulla terra. Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli” (Matteo 28:18-19). Portate il Regno dovunque andiate — in famiglia, al lavoro, tra gli amici — sapendo che la gioia dello Spirito è la vostra forza. Quando puntiamo i nostri occhi su Gesù, il Re, allora il Suo mondo invade il nostro e ogni cosa fuori posto ritorna istantaneamente in ordine.

Se sentite il bisogno di tornare a casa, nell’abbraccio del Padre, unitevi a me in questa preghiera:

Gesù, grazie perché mi ami. Grazie perché adesso mi richiami a casa, al Tuo amore. Gesù, io voglio innamorarmi di Te adesso; voglio veramente innamorarmi in un modo pazzesco di Te, voglio amarti tutti i giorni della mia vita, voglio il fuoco del primo amore nel mio cuore. Lava e togli i miei peccati, liberami per correre nelle Tue braccia d’amore. Nel nome di Gesù. Amen.

 

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Associazione Internazionale dei Ministeri di Guarigione